Dimissioni per un rinnovato impegno

Per quanto diffuso sia il sentimento che tutto cambi "perché non cambi niente", nessuno può negare che questa Governance stia intervenendo in modo sostanziale sull'organizzazione del lavoro e sulla gestione del personale.

Conflitti di interessi e distinzione dei ruoli
Sono molte e diverse le resistenze che ancora si oppongono a un reale rinnovamento nel nostro Ateneo e che perpetuano un sentimento di immobilismo e sfiducia diffusa tra il personale tecnico e amministrativo. Queste resistenze (accademiche e non) possono essere ricondotte, più o meno direttamente, alla violazione di due principi fondamentali nella gestione della cosa pubblica: il divieto di conflitti di interessi e la distinzione tra indirizzo politico e gestione amministrativa.

Per dare un segnale chiaro e forte in questa direzione e per poter svolgere libero da strumentalizzazioni il ruolo di rappresentante del PTA in Senato accademico, nel 2016 ho ritenuto doveroso dimettermi da ogni carica direttiva all’interno dell’Associazione R.S.UNInsieme:
Con la partecipazione alle elezioni della RSU 2018-2020 ritengo esaurito il ruolo che potevo svolgere in Senato accademico, con la formale denuncia dell'incompatibilità per conflitto di interessi che sussiste tra il ruolo di rappresentante legale di un sindacato (soggetto esterno, controparte dell'Ateneo in sede di contrattazione) con quello di componente del Senato accademico (è la situazione di Tiziano Bresolin, segretario Cgil, e Andrea Berto, segretario Gilda). Oltre a ragioni di opportunità, infatti, ci sono molteplici riferimenti normativi che consentono di riconoscere questa forma di incompatibilità (per approfondimenti).

Dilettanti allo sbaraglio?
L'impressione, però, è che anche la nuova Governance continui a non riconoscere che quella del funzionario pubblico è una professione vera e propria. O meglio, tante diverse professioni (amministrativa, contabile, ICT, tecnici di laboratorio, bibliotecari, SAD, dirigenti e operatori a tutti i livelli), le quali richiedono competenze specifiche, che non si improvvisano in 1 giorno, in 1 mese e nemmeno in 1 anno.

Piaccia o meno, un rinnovamento autentico e duraturo dell'Amministrazione può essere realizzato soltanto passando attraverso il personale che professionalmente (per contratto) fa questo lavoro. La cattiva burocrazia non si combatte eliminando l'amministrazione, ma al contrario recuperando quel senso di appartenenza, quelle professionalità e quello spirito di collaborazione che troppi anni di immobilismo e di frustrazioni hanno affievolito.

Di nuovo e da capo
I motivi dell'urgenza di impegnarsi nuovamente per la costituzione di una RSU di Ateneo autonoma e indipendente dai sindacati sono raccolte in quel luogo di condivisione di idee e persone che è www.uninsieme.it.

Nel concludere la mia (sin troppo lunga) esperienza in Senato accademico, ritengo doveroso richiamare i principali risultati che ho contribuito a raggiungere in questi anni per migliorare le condizioni del personale e dell'Ateneo:
  • Diritto di voto in consiglio e giunta di dipartimento: Facendo rete con i rappresentanti dei dipartimenti abbiamo modificato l'art. 114, comma 6 del Regolamento generale di Ateneo: i rappresentanti del PTA, salvo ristrette eccezioni di legge (per es. chiamate docenti), hanno diritto di voto su tutte le materie di competenza del Dipartimento, tra cui le convenzioni conto terzi, la programmazione delle assunzioni del PTA, l'attivazione o soppressione dei corsi di studio
  • Scuole, Centri e Poli multifunzionali: finalmente, dopo una lunga battaglia iniziata nel 2012, il personale è stato assegnato a una struttura con una propria autonomia organizzativa (almeno è un inizio). Non sono, invece, ancora stati introdotte le rappresentanze (altamente qualificate) nel CLA e nel CAM
  • Collegio Revisori: cambio del Presidente dopo 17 anni
  • Pubblicazioni allegati delibere (dopo 794 anni)
  • Spin-off: anche il personale tecnico e amministrativo potrà proporre la costituzione di spin-off
  • Cultori della materia: il PTA interessato e qualificato può nuovamente avere questo titolo e svolgere le relative mansioni
  • Missioni: l'intervento in Senato ha consentito di reintrodurre l'orario straordinari e ha contribuito alla costituzione di un'unica fascia, senza distinzioni di categoria o qualifica
to be continued...

Elezioni PTA: vince la voglia di fare squadra

"Tra i tecnici amministrativi il più votato è Giorgio Valandro di Uninsieme" (Mattino di Padova, 30/07/2015)
Non sono io che ho vinto, ma tutti i colleghi che ancora una volta hanno vinto il senso di rassegnazione (e il caldo) per sostenere un progetto di rinnovamento, fatto di idee, impegno e spirito di collaborazione di un gruppo di colleghi e amici sempre più numeroso e coeso. il Senato accademico rappresenta ancora il luogo ideale per riunire tutte le rappresentanze del PTA (Consiglio PTA, CUG, rappresentanti nei dipartimenti, RSU), per "fare rete", essere più forti e contare di più.
Per questo ringrazio tutti quelli che mi hanno dato l'opportunità di portare a termine quello che ho iniziato 3 anni fa. Nell'interesse di tutto il personale e dell'intera comunità universitaria (studenti, profesori e ricercatori più o meno precari)
Complimenti a tutti i candidati e in bocca al lupo ai colleghi eletti nel Consiglio del PTA, un organismo che potrà rivelarsi strategico in questo momento di cambiamento, per promuovere buone pratiche e riaffermare la dignità professionale del PTA.

Riorganizzazione... finalmente!

  • Rinnovo DG: la realizzazione della riorganizzazione sarà precondizione per un mio parere favorevole in Senato
  • CdA: Nomina di un componente "forte" (il PTA non lo può scegliere il Rettore…)
  • Scuole di Ateneo: il personale deve essere assegnato direttamente alla Scuola
  • Revisori dei conti: sostituzione del Presidente (dopo 15 anni…)
  • Programmazione assunzioni (un processo nebuloso):  non solo budget docenza ed eliminazione Commisione PTA
  • Associazione Alumni, fondazioni e altre amenità: cosa fanno? quanto costano? Chi le controlla?

Fare rete per contare di più

Care colleghe e colleghi PTA,
il 22 e 23 luglio troverete il mio nome (per l’ultima volta!) su una scheda elettorale, quella del Senato accademico.
Nel 2012 mi sono presentato per il Senato come indipendente, perché mi sono reso conto che per fare buona amministrazione è necessario "sporcarsi le mani", rompere vecchie incrostazioni e ridare spazio alle competenze e alla dignità professionale del personale.

Per raggiungere qualche risultato concreto ho dovuto (e voluto) "fare rete" con colleghi di ogni categoria e appartenenza sindacale, ma anche con le altre componenti della comunità universitaria (studenti, professori e ricercatori più o meno precari). Da qui è nato anche quel contenitore di idee, persone e progetti che è UNInsieme.

Ma ci sono ancora molti muri di gomma da abbattere. Per terminare quello che ho iniziato 3 anni fa, il Senato accademico rappresenta ancora il luogo ideale per riunire tutte le rappresentanze del PTA (Consiglio PTA, CUG, rappresentanti nei dipartimenti, RSU), per essere più forti e contare di più.